Cheratocono: diagnosi e trattamento

Il Cheratocono è una patologia degenerativa non infiammatoria in cui la cornea (la parte più esterna del bulbo oculare) sviluppa un progressivo assottigliamento che interessa principalmente due dei suoi 6 strati, cioè epitelio e stroma. Nella maggior parte dei casi la cornea assume una forma sempre più conica in cui i massimi punti di sfiancamento ed assottigliamento coincidono. Lo sviluppo di questa patologia avviene in assenza di segni clinici infiammatori della cornea.

Purtroppo, questa patologia corneale se non tempestivamente diagnosticata e trattata adeguatamente può portare alla rottura della cornea stessa ed a quel punto si richiederebbe come unico trattamento (molto invasivo) il trapianto corneale che porta con sé molte complicanze e non un buon recupero visivo del paziente.
Spesso uno dei campanelli d’allarme per cui un paziente viene messo di fronte ad eventuali approfondimenti diagnostici per cheratocono è la presenza di astigmatismo irregolare per il quale c’è pochissimo margine di miglioramento con il semplice trattamento con lenti da vista apposite. I fattori di rischio per questa patologia ad oggi riconosciuti sono diversi, passando dalla familiarità, fattori ambientali, la chirurgia refrattiva, l’atopia ecc.

Ma, ad ogni modo, l’eziologia del cheratocono resta ad oggi ancora oggetto di studi e di approfondimenti per cui si cerca di ottenere risposte più concrete e certe. Stiamo parlando di una patologia che ha un’incidenza di circa 10 casi ogni 100.000 nuovi nati in un anno ed una prevalenza che va da 50 a 265 su 100.000 (a seconda delle popolazioni considerate). Quindi, dati per niente irrilevanti. Da altri studi, poi, attualmente ancora in elaborazione, si sta cercando di dimostrare e giustificare l’aumento notevole di casi nelle popolazioni che vivono vicino al mare, e nella regione Campania è già dimostrato l’aumento di incidenza proprio nelle isole di Procida ed Ischia ed anche in diverse città della costa del Golfo di Napoli.
Oggigiorno, la diagnosi strumentale attraverso la Topografia Corneale ci permette di diagnosticare sempre più precocemente questa patologia e di programmare screening mirati per cercare di limitare i danni gravi e irreversibili alla vista che può provocare il cheratocono.

Tra le diverse soluzioni terapeutiche abbiamo senz’altro: correzione della refrazione (nei primissimi stadi della patologia); le lenti a contatto sempre più specifiche ed innovative; la tecnica del tutto innovativa del cross-linking corneale che permette di arrestare la progressione dell’ectasia; l’applicazione degli anelli intrastromali; infine, la tecnica più invasiva (e che si cerca di evitare attraverso le metodiche precedentemente elencate) la cheratoplastica.

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